Recupero terreni e materiali da demolizione

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Recupero terreni e materiali da demolizione: produzione di materie prime secondarie

La Piattaforma di trattamento rifiuti industriali di Assemini è autorizzata alla messa in riserva (R13), al trattamento finalizzato al recupero di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi (R5) e alla successiva vendita delle materie prime secondarie pulite derivanti dal trattamento di recupero terreni e materiali da demolizione.

L’impianto tratta terreni inquinati, materiali da demolizione, fondali marini e altri rifiuti, aventi caratteristiche fisiche e merceologiche assimilabili, mediante una tecnologia innovativa brevettata, denominata ENSOLVEX®, basata su di un processo di estrazione degli inquinanti con idoneo solvente (acetato di etile).

Il processo, attraverso una prima fase di SOIL WASHING e una successiva di ESTRAZIONE CON SOLVENTE, consente la pressoché completa rimozione dei contaminanti (che possono essere riciclati) e il riutilizzo del suolo trattato, ai sensi della vigente normativa.

Nella sezione di soil washing si esegue il “lavaggio” del terreno con classificazione e separazione delle diverse frazioni granulometriche quali pietre, ghiaia, sabbia e argilla; scopo del trattamento di soil washing è quello di concentrare le sostanze inquinanti presenti nei terreni, siano essi composti organici e/o inorganici, nelle frazioni più fini argillose che, grazie alla loro grande superficie specifica, adsorbono e catturano gli inquinanti nella propria struttura.

In uscita da tale sezione le frazioni, classificate come pietre, ghiaia e sabbia, lavate dai contaminanti inizialmente presenti (composti organici/inorganici), possono essere recuperate come materia prima secondaria, restituite per ricostituire il suolo originario o rese smaltibili in discariche per rifiuti pericolosi, rifiuti non pericolosi, inerti.

La frazione fine, in cui si sono concentrati i contaminanti, può essere inviata, qualora la contaminazione sia di origine organica, alla successiva sezione di estrazione con solvente oppure a smaltimento nel caso ci sia contaminazione anche da inorganici.

La sezione di estrazione con solvente consente, mediante la tecnologia brevettata  ENSOLVEX, basata su un processo di estrazione degli inquinanti organici con idoneo solvente (acetato di etile- ETAC), di rimuovere dalla frazione fine i contaminanti di origine organica, al fine di consentire il recupero rifiuti o la smaltibilità in discariche di categoria inferiore anche delle frazioni più fini del terreno in ingresso all’impianto. Le due sezioni impiantistiche suddette possono operare in serie o singolarmente.

L’impianto di Assemini è una delle rarissime realizzazioni industriali, che effettua un trattamento recupero terreni mirato a separare e riutilizzare le componenti disinquinate (limitando così le quantità da smaltire necessariamente a discarica) e a recuperare materie prime secondarie dai terreni contaminati.

Da questo punto di vista la Piattaforma rappresenta un vero e proprio stabilimento di trasformazione, nel quale entrano suoli inquinati e escono, come risultanti del processo, terreni puliti, ovvero vere e proprie materie prime (sabbia, ghiaia e argilla selezionate, pulite e pronte per il riutilizzo).

Le diverse frazioni pulite, derivanti dal trattamento (sabbia, ghiaia ed argilla, selezionate per granulometria), possono essere riutilizzate per ricostituire il suolo originario, ovvero essere rivendute separatamente.