Biocarburanti da Microalghe

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Coltivazione di microalghe per produzione di energia e come fonte alternativa di sostanze ad alto valore aggiunto.

L’individuazione di fonti rinnovabili per la produzione di energia è uno dei temi caldi della ricerca, a livello mondiale. Uno dei filoni studiati comporta la coltivazione di piante ad alto contenuto energetico, da utilizzare (con o senza pre-trattamenti) come combustibili nelle cosiddette centrali a biomasse, per produrre energia elettrica e calore.

In questo contesto, la ricerca di alternative per la produzione di biocarburanti da fonti non agricole ha individuato nelle biomasse prodotte da microalghe una delle ipotesi più promettenti. Su questo tema è in corso una vera e propria gara a livello mondiale, alla ricerca delle migliori soluzioni tecnologiche, per industrializzare questo tipo di coltivazioni e rendere redditizia un’attività del genere. Partendo da queste ricerche, si è poi sviluppato, negli anni, un filone parallelo, che studia il modo di produrre ed estrarre dalle microalghe delle sostanze ad alto valore aggiunto, impiegabili in settori differenti dall’ambito energetico.
In questo contesto di ricerca tecnologica è inserito anche il Centro Ricerche Ecotec, che sta studiando le colture di biomasse algali con lo scopo di individuare sistemi innovativi nella produzione di microalghe, in reattori chiusi. La ricerca nel campo delle microalghe è nata nel 2009, con un progetto finanziato interamente da soggetti privati. Il CRE sta tuttora proseguendo gli studi, con lo scopo di portare alla fase di realizzazione industriale gli innovativi processi messi a punto in laboratorio e su impianti pilota, coperti da domanda di brevetto.

Dalle microalghe, dopo opportuni processi, si possono ricavare sostanze ad alto valore aggiunto quali:

  • Biocarburanti: Idrocarburi a catena lunga e lipidi esterificati, utilizzabili come olio combustibile, biodiesel. Benzine, Idrogeno, biogas.
  • Integratori Dietetici: Farina di alghe come ingrediente ed integratore nei prodotti per l’industria alimentare.
  • Terapeutici Diagnostici: Produzione di acidi grassi poliinsaturi ad elevato valore fisiologico (es. EPA, DHA ecc.), integratori proteici e vitaminici, composti ad elevato valore nutrizionale, principi attivi ad azione anticancerogena e per la produzione di diagnostici avanzati (es. ficobiliproteine per la realizzazione di biosensori, ecc.).
  • Pigmenti: b-carotene come colorante alimentare ed integratore dietetico (provitamina A). xantofille, ficobiline nei diagnostici, in cosmetica e come reagenti analitici.
  • Fonti di Fine Chemical: Glicerolo usato negli alimenti, nei cibi, nelle bevande, in cosmetica, in farmaceutica. Acidi grassi, lipidi, cere, steroli, idrocarburi, amminoacidi, enzimi e vitamine naturali (C, E, provitamina A). Polisaccaridi come gomme in grado di aumentare la viscosità e gli scambi ionici.
  • Mangimi: Produzione di ceppi microalgali per avannotteria e produzione di molluschi bivalvi, produzione di integratori e pigmenti (es. astaxantina, ecc.); Integratori ad uso mangimistico.